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e di ciò ne abbiamo una prova anche nei conti del 1284 della Vicinia di S. Pancrazio dove vediamo pagati den. 2 (l. 0,24) servitori qui venit ad precipiendum ex parte Potestatis illis qui non habent factam electionem de Vic. dicte Vicinancie1.

Il numero dei Consoli non era prefinito. Negli Atti di pace del 1251 vedemmo che i Vicinati di S. Matteo e di S. Lorenzo aveano due Consoli, tutti gli altri un solo2. Nel 1286 quello di S. Pancrazio ebbe tre Consoli, più un console canevario, che teneva i conti della Vicinia3, poi due consoli e il canevario; essi, come risulta da una deliberazione del 16 Giugno 12904 e da atti successivi, erano eletti da sei elettori scelti a sorte. In generale la legislazione statutaria lasciava una certa libertà su questo punto, poichè tanto nello Statuto del 14535, che in quello del 14936, durato sino negli ultimi tempi della Veneta dominazione, è prescritto che ogni Vicinanza debba, sotto la pena di 10 lire imperiali, eligere saltem unum vel duos Consules semel in anno.

Gli Atti delle Vicinie portavano nella intestazione il nome del Console o dei Consoli; a cagion d’esempio quelli di S. Pancrazio del 1286 si dicono scritti tempore consolatus dd. Detesalvi de Biffis et Bonaventure de Feragallis et Antonii de Pomo consu-

  1. Acta vic. S. Pancratii fasc. I quaderno 2, presso la Congr. di Carità, cancello 27. Abbreviatamente li citerò sempre Acta, e non altro.
  2. Lib. Pot. Brix. fol. 222 v.
  3. Acta I quad. 3 ecc.
  4. Acta I qu. 7.
  5. Stat. 1433 2 § 41.
  6. Stat. 1493, 2 c. 66 p. 74 seg.