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308 la tempesta.

E spalanca la bocca! Ho qui tal cosa
Che la tua lingua scioglierà. La bocca
Spalanca, o gatto, e guarirai, sta’ certo,
Dalla tua tremarella! A quale amico
Sei vicino, non sai... Via, dico! allarga
Quella boccaccia!

                       trinculo.
                      Il suon di questa voce
Nuovo non m’è. Che fosse... Oh no! perito
È nel mar... Son demòni... o Ciel! soccorso!

                       stefano.
Quattro gambe e due voci? Oh che stupendo
Mostro! La voce anterïor gli serve
Dell’amico a dir ben, la deretana
A dir mal del nemico. Io vo’ levargli
Quella febbre di dosso, ancor che tutto
Il mio fiasco vuotassi. E così sia.
Vien qui! che te ne versi alcune gocce
Nell’altra bocca.

                       trinculo.
                     Stefano!

                       stefano.
                                  Mi chiami
Coll’altra bocca tua? Misericordia!
Che mostro? Egli è un demòn!... Non ho cucchiajo
Lungo a bastanza per cenar con lui.
Se ne vada con Dio.

                       trinculo.
                          Mi tocca e parla,
Se Stefano tu sei. Trinculo io sono,