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302 la tempesta.

                       antonio.
Quel tuono un mostro impaurir potea;
Potea, come per subito tremuoto,
L’isola conquassar. Da un branco intero
Di leoni, per fermo, uscì quel tuono!

                       alonso.
                      (a Gonzalo).
E voi nulla intendeste?

                       gonzalo.
                                   A me non giunse,
Sire, sull’onor mio, fuor d’un bisbiglio
Strano che mi svegliò: voi pure io trassi
Con un grido dal sonno; e gli occhi aprendo
Vidi nel pugno lor le spade ignude.
Un romor vi s’intese, e questo è vero.
Stiam per ciò sugli avvisi, e ne spicchiamo
Di qui coi ferri in mano.

                       alonso.
                                       Andianne altrove
L’inchiesta a seguitar dell’infelice
Figlio mio.

                       gonzalo.
                   Voglia il Cielo essergli schermo
Da quelle belve! Il principe, di certo,
Nell’isola raminga.

                       alonso.
                              Or dunque in via.

                       ariele.
                      (fra sè e sè).
Istrutto il mio Signor di quanto io feci