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atto secondo. - sc.i. 287

                       gonzalo.
Non ti pare, o mio re, che bella e nova,
Tal quale io la indossai nel primo giorno,
La mia giubba non sia? Però, m’intendo,
Sotto certi aspetti....

                       antonio.
                                Appiccicati
Pur ben questi rispetti!

                       gonzalo.
                                  Il giorno, io dico,
Che Claribella si sposò?

                       alonso.
                                Con tali
Ciance, che mi ripugnano, gli orecchi
M’assordi tu! Piaciuto a Dio pur fosse
Che colà Claribella io non avessi
Sposata mai; però che al mio ritorno
Da que’ paraggi sciagurati, il figlio
Perdei. Nè solo il figlio! anche la figlia,
Forse! che dall’Italia è lungi tanto!
Nè più la spero riveder!... Qual orca
Divorato ti avrà, mio caro erede
Di Milano e di Napoli?

                       francesco.
                                  Che viva
Tuttavia mi confido. Io stesso, o Sire,
Ributtar le salenti onde lo vidi,
Ed aprirsi una via sul dorso loro.
Galleggiava a fior d’acqua; a dritta, a manca
Ne respingea gl’impetuosi assalti,