Apri il menu principale

Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/145

376 la tempesta.

                       alonso.
Qui prodigio a prodigio ognor s’ aggiunge!
                      (Al Nostromo.)
A noi chi vi guidò?

                       nostromo.
                              Se desto, o Sire,
Credere mi potessi, io d’ appagarvi
Mi proverei. Noi tutti in braccio al sonno
Giacevamo a ridosso (e dirvi il come
Non so) pigiati nella stiva. Un tuono
(E pur or ciò seguì) confuso a grida,
A muggiti, a stridor di conquassate
Catene e d’ altri orribili fragori
D’ un tratto ci svegliò. Liberi, freschi
Sul càssero balziamo, e con profondo
Stupor vi ritroviam la nostra bella
Regal nave arredata e tutta in punto
Qual era pria. Saltella il Capitano
Pari a giovine daino, e noi (vi prego
Di crederlo, o Signor) fummo dagli altri
In un attimo svelti e come in sogno
Portati qui.

                        ariele.
                 (a Prospero in disparte).
                   Signor, mi lodi o biasmi?

                       prospero.
Sta ben, mio prode Spirto. In picciol’ ora
Godrai la libertà.

                       alonso.
                        Mai laberinto