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Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/140


atto quinto. - sc.i. 371

Foste voi, per miracolo discese,
E signor se ne fece. A questo cenno
State paghi per ora. È storia, amici,
Per molti dì, non piccolo racconto
Da farsi al pasto mattutin, nè tema
Per un primo ritrovo.
                      (Ad Alonso.)
                                     Il benvenuto
Tu qui sei, mio Signore. In quella grotta
Sta la mia reggia, e dentro ha pochi servi,
Nïun suddito fuor. Lo sguardo, o Sire,
Volgivi, prego; e dacchè vuoi ripormi
Nel mio ducato, il don con altro eguale
Ricambiar mi propongo; o, se non tanto,
Offrire agli occhi tuoi tal meraviglia,
Che gradita a te sia come il promesso
Ducato a me.

Il varco della grotta si dilata e ne lascia vedere
    l’interno. FERDINANDO e MIRANDA vi stanno
    giocando agli scacchi

                       miranda.
                      M’inganni!...

                      ferdinando.
                                           Io? Nol farei,
Cor mio, per tutto il mondo.

                       miranda.
                                            Oh sì! per venti