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Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/137

368 la tempesta.

Sangue hai tu come un uomo; e dal mio core,
Dacchè ti veggo, allevïarsi io sento
La grave oppressïon che minacciava
Condurmi alla follìa. Se questo incanto
Non è, gli eventi naturali eccede.
Abbiti il tuo Ducato, e mi perdona.
Ma come avvien che Prospero qui viva?
Che Prospero sia qui?

                       prospero.
                               Pria le mie braccia
Chiudano, egregio amico, il tuo canuto
Capo. Non ha confin, non ha misura
La tua virtù.

                       gonzalo.
                     Se false o vere cose
Veggano gli occhi miei giurar non oso.

                       prospero.
Dai prestigi dell’isola confuso
Tu sei così, che pure a quanto è vero
Fede alcuna non dài. ― Ben giunti, amici!
                (ad Antonio e Sebastiano)
Io potrei, se il volessi, o coppia degna,
Corrucciar contro voi del re lo sguardo,
Dicendovi sleali e traditori;
Ma l’ora a ciò non è.

                      sebastiano.
                                    Per quella bocca
Parla il demòn.

                       prospero.
                        T’inganni!