Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/131

362 la tempesta.

Schermo contro il mal tempo alla tua grotta,
Tutti son prigionieri; e mover passo,
Se non li sciogli, non potranno. Alonso,
Il suo fratello, il tuo par che smarrita
Abbiano la ragion; gli altri son pieni
Di dolor, di sgomento; e più d’ogni altro
Quegli, o Signor, che il buon vecchio Gonzalo
Suoli appellar. Dagli occhi un largo pianto
Sulla candida barba a lui discende,
Come pioggia invernal dalle cannucce
D’una tettoja. ― Oprò con tale e tanta
Virtù l’incantagion, che ne saresti,
Veggendoli, di certo, intenerito.

                       prospero.
Spirto, lo pensi tu?

                        ariele.
                              Se un uomo io fossi,
Tal sarei.

                       prospero.
                  Tu di vano aer composto
Senti viva pietà del loro affanno,
Ed io sentirla non dovrei che sono
Della stessa natura, ed al bisogno
Stesso di compatir le altrui sventure
Soggetto al par di loro? È ver, trafitto
M’ha nella parte più vital l’offesa
Che mi recàr; ma contro alle lusinghe
Della vendetta la ragione opposi;
Perchè più bello e nobile è il compenso
D’un’opra virtuosa: e poi pentiti