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Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/127

358 la tempesta.

                       stefano.
                          Silenzio, mostro!
                       (Alla fune.)
1Monna Linea, di grazia! È roba mia
Questa giubba, o non è? Sta pur la giubba
Sotto la Linea; or ben t’è forza il pelo
Perdere, giubba mia, farti una giubba
Calva.

                       trinculo.
                 Sua Mäestà, se n’ha talento,
L’abbia. Sia colla Linea o col Livello
Noi d’un modo rubiam.

                       stefano.
                                 Del frizzo tuo
Grato ti son. Quest’abito in mercede
Ti do. Fin che dell’isola lo scettro
Tengono le mie mani, i begl’ingegni
Non andran senza premio. Affè che il tratto
Di rubar colla Linea o col Livello
È tratto magistrale! Eccoti un’altra
Veste.

                       trinculo.
               Qua, mostro, invischiati gli unghioni,
E razzola gli avanzi.

                       calibano.
                              Io non vo’ nulla.
Noi qui gettiamo il tempo, e ci vedremo,


  1. Strano e oscuro bisticcio a cui danno i commentatori diverse interpretazioni. La traduzione è fedelissima, e lascio al lettore darvi il senso che crede.