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350 la tempesta.

                      ferdinando.
Portentose apparenze accompagnate
Da divina armonia. Crederli Spirti
Oserò?

                       prospero.
                 Tali son. Dai loro alberghi
Qui testè gli evocai per dar la vita
Alla immagine mia.

                      ferdinando.
                            Condur qui tutti
I miei giorni potessi! Un tal prodigio
Di padre, un tal miracolo di sposa
Fan di questo soggiorno un paradiso.
(Cerere e Giunone parlano fra loro a bassa voce, e mandano Iride
                  per un messaggio.)

                       prospero.
Taci! Giunone e Cerere si vanno
Bisbigliando agli orecchi, e, s’io m’appongo,
Di gravi cose. Ci rimane ancora
Altro a veder. Taci, o l’incanto è sciolto.

                        iride.
«Caste ninfe de’ rivi correnti
   Che recate di Najadi il nome,
   Verginette dagli occhi innocenti,
   Coronate di giunco le chiome,
Dalle molli argentine dimore
   Qui venite. Giunon vi comanda
   Di far bella una coppia d’amore
   Colla vostra più cara ghirlanda.