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Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/115

346 la tempesta.

Gremite alla importuna
Turba si toglie.
Lascia i cinti vigneti e le infeconde
Marine sponde
Coronata di scogli, e, per la mite
Aura che vi respiri, a te gradite.
La reina del ciel, la dia Giunone,
Per me, che l’areo messagger ne sono,
Di porre in abbandono
Queste liete tue sedi oggi t’impone;
E qui su questa riva
Venir de’ ludi a parte
Che prepara e consacra alla gran diva
Poter di magic’ arte.
Ma pei sereni
Campi del ciel già l’ale
Battono i suoi pavoni; alla regale
Giuno incontro moviam. Cerere, vieni!

              Entra CERERE

Salve, o nunzia del cielo,
Che screzïato il velo
Hai di tanti colori!
Tu che di Giuno ognora
Al comando obbedisci, e versi un’onda
Fresca, feconda
Su’ miei languenti fiori,
Piova che li ravviva e li ristora,