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Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/113

344 la tempesta.

Pria che respiri due volte sole,
Qui sulla punta verran de’ piedi
A farti giochi, lazzi, carole.
Non è già questo, Signor, che vuoi?
Or che non m’ami di’ se lo puoi.»

                       prospero.
T’amo, Arïele mio! teneramente
T’amo. ― Va, nè venir fin ch’io t’appelli.
M’intendi?

                        ariele.
                  Sì.
                        (Parte.)

                       prospero.
                          Fernando! uscir di mente,
Bada, non ti lasciar la data fede.
Pon freno alle carezze. È paglia al foco
Delle giovani vene anche il più forte
Giuramento. Sii parco, o certo in fumo
N’andranno i voti tuoi.

                      ferdinando.
                                 Vel riprometto,
Signor! La neve che sul cor mi posa
Candida, fredda, virginale, ammorza
L’ardor de’ sensi miei.

                       prospero.
                                Ti afferma in questo.
Vieni, vieni, Ariele, e d’uno spirto
Sia più tosto accresciuto anzi che scemo