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Pagina:La tempesta (Shakespeare-Maffei).djvu/102


atto terzo. - sc.iii. 333

Lasciar, per un ostacolo, l’impresa
Che testè risolvemmo.

                      sebastiano.
                             Ove il momento
Opportuno n’appaja, un pronto effetto
Noi vi darem.

                       antonio.
                      Sia dunque in questa notte.
Stanchi son essi, nè pensiero alcuno
Danno alla propria sicurtà; ma certo
Vel daran riposati.

                      sebastiano.
                             In questa notte
Dunque: e basti così.
           (Una musica strana e solenne.)

PROSPERO invisibile in alto. Varie figure di forma
    bizzarra portano sulla scena un banchetto, e
    facendovi una danza in giro, con atteggiamenti
    e saluti cortesi invitano il re e gli altri a cibarsi;
    poi si scostano.

                       alonso.
                             Quale armonia!
La udite, amici miei?

                       gonzalo.
                               Maravigliosa
Musica!

                       alonso.
              O Ciel, ne manda Angeli buoni!