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144 folco.


cetto la got., ci sono evidentemente due signif. sostanzialmente diversi, cioè quello di “nutrimento” e quello di “custodia”; il quale accozzamento di significati alcuni hanno tentato di spiegare supponendo che la parola da principio denotasse “mezzo per nutrire e per custodire”, fondandosi sulla rad. idg. pa indicante “proteggere, conservare, nutrire”. Il Kluge per contrario opina che nell’aat. fuotar, tm. Futter sia avvenuta la fusione fonetica di due parole radicalmente diverse, una delle quali avrebbe avuto il signif. di “custodia”, che appare tuttavia l’unico nel got. fôdr, e l’altra quello di “alimento”. Il Mackel (p. 30) sostiene anch’egli l’opinione del Kluge; e trae fôdr in senso di “guaina” dal preger. po col suffisso dro, e fôdr in signif. di “cibo” dalla rad. preger. fod. La seconda sarà da noi trattato alla voce foraggio. Quanto alla prima, essa è dal Kluge, dietro le orme del Bopp Gl.3 201, rimenata alla rad. idg. pat che riscontrasi nel sans. pâtra-m, recipiente, vaso. Dalla voce ger. presa in questo senso, oltre all’it. fodero e suoi derivati, ebbero origine sp. port. forro, prov. afr. fuerre, fr. feurre, fourreau, fourrure, pelliccia. V. anche Foraggio, Foriere, Foriero, Forra, Furiere.

Folco, moltitudine (dial. comas.). Coll’afr. folc, fouc, prov. folc, greggia, esercito, procede dall’aat. ags. folc, folk, folch, folg, anrd. fôlk, mucchio, schiera, mat. volc, tm. Volk, popolo. Il tema ger. è fulka. Gli corrisponde l’ags. fylce, distretto, anrd. fylki, fylking, manipolo, fýlkia, mettere in ordinanza, fylkir, condottiero. Si possono confrontare lit. pulkas, mucchio di uomini, pulkatis, pulkwatis, mettere in mucchi; lett. pùlks, pulka, schiera; a. sl. pluku, schiera, cz. pluk, schiera, pol. pulk, polk, reggimento, pulkownik, colonello, serb. sl. puk, popolo. La forma ger. slav. fondamentale è pulka, idg. parka, dalla rad. idg. par, riempire. Mikl. 575; Curtius3 260. Gli si può raffrontare anche il l. vulgus.