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scienza del male che si sarebbe fatto, cedendo. Questa coscienza appunto le toglieva tutte quelle insulse timidezze de’ finti pudori, e la rendeva ardita e sciolta.

Come rideva! Due ciriege, le labbra. E che denti!

Ma, da quelle labbra, neppure un bacio; dai denti, sì, qualche morso, per castigo, quand’io la afferravo per le braccia e non volevo lasciarla se prima non le allungavo un bacio almeno su i capelli.

Nient’altro.

Ora, così bella, così giovane e fresca, moglie di Batta Malagna.... Mah! chi ha il coraggio di voltar le spalle a certe fortune? Eppure Oliva sapeva bene come il Malagna fosse diventato ricco! Me ne diceva tanto male, un giorno; poi, per questa ricchezza appunto, lo sposò.

Passa intanto un anno dalle nozze; ne passano due; e niente figliuoli.

Malagna, entrato da tanto tempo nella convinzione che non ne aveva avuti dalla prima moglie solo per la sterilità o per la infermità continua di questa, non concepiva ora neppur lontanamente il sospetto che potesse dipender da lui. E cominciò a mostrare il broncio a Oliva.

— Niente?

— Niente.

Aspettò ancora un anno, il terzo: invano. Allora prese a rimbrottarla apertamente; e in fine, dopo un altro anno, ormai disperando per sempre, al colmo dell’esasperazione, si mise a malmenarla senza alcun ritegno, gridandole in faccia che con quella apparente floridezza ella lo aveva ingannato, ingannato, inganna-