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anche la dignità dell'Impero per opera di Papa Giovanni X, che aveva implorato il soccorso di lui contro de'Saraceni, che erano giunti persino a minacciare la stessa Roma. Narrano che Berengario desse loro l'anno 916 tale una lezione, che non si ebbero da lunga pezza l'eguale. Questa vittoria però non valse a tenere in freno i suoi nemici, che segretamente più volte congiurarono contro di lui, tenendo pratiche con Rodolfo II re di Borgogna. Questi da ultimo aderendo agli inviti loro scese in Italia e vi fu incoronato re dall'Arcivescovo di Milano (921). Berengario allora ritirossi in Verona, dove l'anno 924 gli fu tolta a tradimento la vita da chi altra volta era stato da lui stesso beneficato.

Ma anche Rodolfo poco godette del regno, scacciatone alla sua volta Ugo di Provenza suo occulto competitore, il quale fu incoronato re d'Italia in Pavia l'anno 926. Questi poi per meglio assicurarselo si associò al regno anche il figlio Lotario l'anno 931. Regnarono essi abbastanza tranquilli sino all'anno 947, nel quale Ugo venne a morte. Negli ultimi anni però non ebbero di re, che il solo nome, poichè stanchi i grandi del regno delle loro scelleratezze favorirono nelle sue aspirazioni Berengario II, nipote per Gisla del primo e figlio di Adalberto marchese d'Ivrea, il quale si può dire che regnasse in Italia senza averne ancora il titolo, che gli fu dato soltanto dopo la morte di Lottario. Fu incoronato insieme col figlio il 15 dicembre del 950.

Sino a questo punto Berengario aveva saputo con arte occultare il suo istinto crudele, che apparve ben presto, quando si vide cinto le tempie della corona. Incominciò tosto ad infierire, a ciò istigato anche da Willa, sua moglie, contro di Adelaide vedova di Lotario, facendola imprigionare e rinchiudere nella rocca di Garda. Ella però potè di là fuggire e riparare in Canossa presso Adelardo, Vescovo di Reggio, il quale ricorse ad Ottone re di Germania contro di Berengario. Aderì Ottone all'invito, e sceso in Italia prese Pavia, e fatta venire a sè

    cerità ho pensato di lasciarne ogni ulteriore investigazione a coloro, che si occuperanno della storia parziale dell'Ossola.