Pagina:Il Catilinario ed il Giugurtino.djvu/154


il giugurtino 103

prendere nè assediare, perocché intorno alle mura, le quali erano poste sullo stremo del prerutto1 e quasi tagliato monte, la pianura fangosa per le acque del verno avea fatto padule2; pertanto Aulo,o per infingimento, acciocché aggiungesse paura al re, ovvero acciecato dallo desiderio di volere avere la terra per cagione degli tesori, portava gatti, facea vigne3 e terrati4, e altre cose, che al suo cominciato fossono utili, avacciava.

CAP1TOLO XXIX.

Come Giugurta accrebbe la sloltia d’Aulo, e poi lo sconfisse.

Ma Giugurta, conosciuto la vanità d’Aulo e il suo poco senno, maliziosamente accrescea la sua stoltia; mandavalo umilmente pregando per ambasciadori; e egli, quasi schifando la battaglia, per luoghi e vie di boschi menava sua gente. E alla perfine commosse Aulo per speranza di venire in patti con lui, e sospinsero a ciò, che egli, lasciata Sutul, l’andasse perseguitando per nascoste regioni, mostrando egli di fuggirli innanzi; « in questo modo gli fece più nascosto il suo malo intendimento e opere che facea5. Chè egli dì e notte per uomini maliziosi tastava quegli dell’oste; li centurioni e gli conestabili6 corrompea, alcuni che fuggissono, alcuni che a certo segno dato lasciassono il luogo. Le quali cose poiché l’ebbe ordinate a tutta sua volontà, nella profonda notte subitamene colla moltitudine de’Numidi venne sopra l’oste d’Aulo. I militi romani, percossi dal disusato rumore, alcuni presono l’arme, alcuni altri si nascosono, parte confortavano gli spaventati, dubitavano in ciascun luogo: perocch’era Io sforzo de’nemici grande7, e’I cielo per notte e per gii nuvoli oscurato8, il pericolo molto dubbioso; e, se fuggire o stare fosse più sicuro, non era certo. Ma di quel numerosi quali poco di so

  1. prerutto e voce tolta di peso dal latino, che ▼ale discosceso, dirupato.
  2. padule è lo stesso che palude; ma è meglio oggi usar palude.
  3. Qui era vie: consigliati dal testo latino, abbiam posto vigne.
  4. facea vigne e terrati) Vigna era una macchina antica da guerra, che poco differiva dal gatto: e ferrato, che è voce antica, vale riparo fatto di terra; ed oggi è a dire terrapieno.
  5. il suo malo intendimento e opere che fa cea) Si osservi questa locuzione, che ben da es sa si scorge quanto vada errato alcuno odierno grammatico che dà per regola ferma e costante, che, posto l’articolo al nome che precede, debbasi porre ancora a quello che siegue; e qui si ▼ede,e molti altri esempii se ne potrebbe arrecare in mezzo e del trecento e del cinquecento, che bene si può tralasciare, ami fc questa proprietà di nostra lingua, per la quale si tralascia l’arti colo al nome che segue, ancora che sia d’altro genere.
  6. 11 latina ha duces turmarum; e il traduttore, seguendo lf uso de’suoi tempi, ha tradotto queste parole col vocabolo conestabili% che propriamente significava capitano di soldati.
  7. perai eh’era lo sforzo de* nemici grande ) Sforzo qui vale esercito. Appresso ilVillani leggesi: Gli si fece incontro con tutto lo sforzo d$ Italia.
  8. per gli nuvoli oscurato) Nuvolo e lo stesso che nuvola o nube: ma nuvolo e nube sono dello stile alto, nobile, poetico; tni{vola dell’umile, del famigliare, del comico. Onde non vogliamo tralasciar di avvertire igiovani che, quando noi diciamo che una voce o una locuzione è sinonima di un’altra o di più altre, non intendiamo che si possano tutte egualmente adopera-* re l’una in iscambio dell’altra inognispeeie di scritturala si vuole andar con molto giudi-