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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/644

638 I PROMESSI SPOSI

in ogni suo atto un piccolo e velato germe di somiglianza che aveva con l’incantato fratello.

“ Oh Tonio! ” gli disse Renzo, fermandosegli davanti: “ sei tu?”

Tonio alzò gli occhi, senza mover la testa.

“ Tonio! non mi riconosci? ”

“ A chi la tocca, la tocca, ” rispose Tonio, rimanendo poi con la bocca aperta.


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- L’hai addosso eh? povero Tonio; ma non mi riconosci più?

“ A chi la tocca, la tocca, ” replicò quello, con un certo sorriso sciocco. Renzo, vedendo che non ne caverebbe altro, seguitò la sua strada, più contristato. Ed ecco spuntar da una cantonata, e venire avanti una cosa nera, che riconobbe subito per don Abbondio. Camminava adagio adagio, portando il bastone come chi n’è portato a vicenda; e di mano in mano che s’avvicinava, sempre più si poteva conoscere nel suo volto pallido e smunto, e in ogni atto, che anche lui doveva aver passata la sua burrasca. Guardava anche lui; gli pareva e non gli pareva: vedeva qualcosa di forestiero nel vestiario; ma era appunto forestiero di quel di Bergamo.