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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/510

504 i promessi sposi


“Compatitemi; non avevo cuore... e che sarebbe giovato d’affliggervi qualche tempo prima?”

“E Renzo?” disse Agnese, tentennando il capo. `

“Ah!” esclamò Lucia, riscotendosi, “io non ci devo pensar più a quel poverino. Già si vede che non era destinato... Vedete come pare che il Signore ci abbia voluti proprio tener separati. E chi sa...? ma no, no: l’avrà preservato Lui da’ pericoli, e lo farà esser fortunato anche di più, senza di me.”

“Ma intanto,” riprese la madre, “se non fosse che tu ti sei legata per sempre, a tutto il resto, quando a Renzo non gli sia accaduta qualche disgrazia, con que’ danari io ci avevo trovato rimedio.”

“Ma que’ danari,” replicò Lucia, “ci sarebbero venuti, s’io non avessi passata quella notte? È il Signore che ha voluto che tutto andasse così: sia fatta la sua volontà.” E la parola morì nel pianto.

A quell’argomento inaspettato, Agnese rimase lì pensierosa. Dopo qualche momento, Lucia, rattenendo i singhiozzi, riprese: “ora che la cosa è fatta, bisogna adattarsi di buon animo; e voi, povera mamma, voi mi potete aiutare, prima, pregando il Signore per la vostra povera figlia, e poi... bisogna bene che quel poverino lo sappia. Pensateci voi, fatemi anche questa carità; chè voi ci potete pensare. Quando saprete dov’è, fategli scrivere, trovate un uomo... appunto vostro cugino Alessio, che è un uomo prudente e caritatevole, e ci ha sempre voluto bene, e non ciarlerà: fategli scriver da lui la cosa com’è andata, dove mi son trovata, come ho patito, e che Dio ha voluto così, e che metta il cuore in pace, e ch’io non posso mai mai esser di nessuno. E fargli capir la cosa con buona grazia, spiegargli che ho promesso, che ho proprio fatto voto. Quando saprà che ho promesso alla Madonna... ha sempre avuto il timor di Dio. E voi, la prima volta che avrete le sue nuove, fatemi scrivere, fatemi saper che è sano; e poi... non mi fate più saper nulla.”

Agnese, tutta intenerita, assicurò la figlia che ogni cosa si farebbe come desiderava.

“Vorrei dirvi un’altra cosa,” riprese questa: “ quel poverino, se non avesse avuto la disgrazia di pensare a me, non gli sarebbe accaduto ciò che gli è accaduto. È per il mondo; gli hanno troncato il suo avviamento, gli hanno portato via la sua roba, que’ risparmi che aveva fatti, poverino, sapete perchè... E noi abbiamo tanti danari! Oh mamma! giacchè il Signore ci ha mandato tanto