Apri il menu principale

Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/97


parte seconda - capitolo xxxvi 91

quell’opera, sta nella di lei mano il sospenderla e il sbandirla per sempre dal teatro. Questo è ciò ch’io chiedo, ciò ch’Ella può fare e ciò che deve fare.

La ruota della sua fanatica eloquenza, che posta in un rapidissimo movimento non poteva fermarsi, seguí a farmi intendere a puro fine di spaventarmi, una cosa troppo vera, da me preveduta e che amareggiava l’animo mio.

Mi disse che il pubblico guardava me solo come oggetto della sua disgrazia e che cominciava a rivoltarsi, a compatirlo, a contemplar me con occhio differente da’ tempi passati e che mi avvicinava a divenire odioso alla mia patria.

A tal riflesso ch’era il piú giusto e il piú solido ch’io avessi udito uscire dalla sua bocca e che aveva faccia d’un’amistá contraria al nero livore verso di me che lo rodeva, non aggiunse però mai, come avrebbe dovuto, ch’io ero obbligato alla stolida effemminata sua credenza prestata ad un’attrice, alla sua violente altera petulante instancabile direzione, della sciagura che m’accennava in mio danno.

Fatto ch’egli ebbe punto fermo alla sua brodosa affettata perorazione, toccava a me il rispondere succintamente. Sarebbe stata facile la risposta e facile sarebbe stato l’aderire alla sua richiesta a caso vergine e differente dal suo e dal mio di quel momento.

Non durai fatica ad intendere che di tutte le erudizioni riguardanti la scrittura del Sacchi e al patrizio padrone del teatro era egli stato fornito dalla comica; da quella comica che aderendo alle di lui bestialitá era tombolata fintamente giú per la scala, perch’egli potesse cozzare con un supremo tribunale al cui nome ognun trema e che aveva rispinto un di lui memoriale delatore contro di me, con cui ricercava la sospensione della commedia.

Aveva bisogno di tutta la mia flemma e d’una direzione assai cauta per dargli la mia risposta. Egli aveva tentato di far spezzare una gamba a una povera comica sua amica, indispettito contro gl’inquisitori di Stato, e veniva a tentare di far rompere il collo anche a me per vincere il suo puntiglio.