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Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/77


parte seconda - capitolo xxxiv 71

limpidezza che il Gratarol riguardo a me ebbe cuore di abusare dell’amicizia verace che sentiva il Maffei per lui e di sedurlo ad essere strumento d’un sutterfugio che gli aprisse la via ad una fetida ipocrita sopraffazione, degenerata poscia in un tradimento.

Interpreto senza temere di prendere un granchio che la tenera umanitá dell’onesto Maffei sentisse afflizione e compassione della circostanza in vero commiserevole in cui era caduto con de’ passi falsi e delle petulanze imbecilli il Gratarol per Le droghe d’amore, e che provasse gran dispiacere che il Gratarol avesse di me quella rea opinione ch’io non meritava per nessun conto.

Stata sia la commiserazione che il delicato animo del Maffei sentisse per la miseria in cui si trovava ravviluppato il Gratarol, o stato sia il desiderio ch’egli sentiva per delicatezza, che il Gratarol si persuadesse ch’io non aveva alcuna parte nella di lui sciagura; il Maffei fu condiscendente e facile a imbrogliarsi in un uffizio intempestivo a petizione del Gratarol, il quale realmente non guarda di sacrificare l’amico o il nimico, l’amica o la nimica, quando si tratta del suo puntiglio, della sua boria, o si ostina a credere d’avere un vasto cervello da strattagemmi.

Il far cadere da una scala una povera comica e il ridurre il povero Maffei al passo che si vedrá, furono due strattagemmi grataroliani non molto dissimili l’uno dall’altro. Ecco finalmente l’uffizio fattomi dal signor Carlo Maffei.

Egli m’espose che i casi del Gratarol destavano in lui una estrema compassione, che quel signore era stato a visitarlo e che lo aveva fatto piangere, che l’incendio della di lui fantasia era eccessivo e da commiserarsi, ch’egli lo aveva pregato ad indurmi ad ascoltarlo sul proposito del noto dramma, che il luogo scelto dal Gratarol per il colloquio nella mattina vegnente era la stessa abitazione Maffei, che per altro il Gratarol mostrava anche d’esser disposto di venire insieme con lui da me e ch’era certo ch’io averei fatto il favore d’ascoltarlo nell’uno o nell’altro luogo.