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Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/72

66 memorie inutili

mettendo maggiormente tra’ ferri la mia buona volontá di giovare alla di lui disgrazia.

Quanto a me, non ho mai condannato il Gratarol ché orbato dall’irascibile e dalla vergogna, abbia tentato di far cessare una spezie di berlina in cui s’era posto da se medesimo inconsideratamente. Lo condannai nel mio interno ch’egli si fosse valso nel suo strattagemma violento di quella attrice che omai per pubblica voce era stata il movente d’ogni disordine, e lo condannai d’aver usato il suo mal consigliato strattagemma la sera a teatro pieno e in sul punto di levare il sipario.

Posto che lo strattagemma non fosse sprezzabile, egli doveva proccurarlo coll’alleanza di qualunque altro attore del dramma, ma non mai con quella attrice marcata per l’origine delle mie amarezze e della di lui sciagura. Il suo tentativo di contrattempo usato colla persona della Ricci non fece che rinverdire i pubblici discorsi sulla di lui debolezza effemminata e porre in odiositá l’amica sua, tanto piú quanto egli doveva prevedere che sarebbero stati scoperti una caduta finta da una scala e un male non esistente nella gamba.

Non v’è chi non deva concedere che la Ricci avesse assai maggiore amicizia per il Gratarol che il Gratarol non avesse amicizia per la Ricci. Egli accecato da una collera compatibile, per vincere un suo puntiglio contro a degli ostacoli insuperabili come dirò, ebbe cuore di sacrificare una povera attrice a rendersi odiosa e il bersaglio d’un pubblico da cui dipende la sussistenza de’ comici; ed ella ebbe il male impiegato eroismo di sacrificarsi obbediente a’ di lui violenti, inopportuni, inutili e indiscreti desidèri.

Il romore de’ favellari sopra a questo fiorito argomento assordava. Se il signor Gratarol si è lagnato a fracido torto ch’egli fu mostrato a dito per le vie dalla plebe per mia cagione, averei dovuto ben io lagnarmi altamente e con una ragione efficace e palpabile d’esser stato per le di lui stolide colleriche direzioni e per cagion sua additato dalla plebe come di lui prostitutore. Non mi lagnai tuttavia, perché la imperturbabilitá è piú per me che per lui, com’è piú per me che per lui la innocenza.