Apri il menu principale

Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/105


parte seconda - capitolo xxxvi 99


— La avverto, signore — disse il Gratarol con gli occhi torvi e rivolti ora a me, ora alle muraglie ed ora al terreno, — che se la commedia rientra nel teatro domani a sera, io non curo piú nulla la mia esistenza. Certo, certo — replicò egli col guardo tralunato, — vedrá ch’io non curo piú nulla la mia esistenza.

— Qual razza di matto petulante e sopraffattore m’ha qui condotto il Maffei? — dissi tra me guardando quell’uomo dabbene, pallido e che mi faceva pietá. Mi levai da sedere e con animo riposato dissi al mio delirante ragionatore: — Ebbene, signore, lascio dunque da un canto tutti i progetti da me esibiti e da lei rifiutati contro la mia ragionevole aspettazione. Vorrei pure ch’Ella partisse da me persuaso ch’io non le sono che amico. Non posso esibirle che di tentare degli uffizi e delle preghiere perché la commedia non entri nel teatro nemmeno domani a sera. È impossibile ch’io possa impegnarmi di ottenere il suo non meno che mio intento, ma Ella averá ragguaglio sincero degli sforzi efficaci ch’io farò per servirla e perch’Ella si spogli dalla falsa, offensiva e ingiusta opinione che s’è formata di me. La prego di darmi un bacio in segno ch’Ella non parte da me mio nimico. — Seguí questo bacio reciproco, e da quanto ho narrato e narrerò pontualmente, lascio giudicare al mio lettore da qual parte quel bacio sia stato quello di Giuda.

Le mie visite partirono. Averei dovuto respirare, ma il martirio del mio stanco cervello ch’io voleva obbligare e disporre agli uffizi e alle preghiere che aveva promesso di fare e che voleva tentare con tutto lo spirito in favore del Gratarol, e l’angustia del tempo, mi privarono anche di questo respiro.

Questo capitolo è d’un’enorme lunghezza. Se avessi voluto inserire in esso tutta la scorrenza verbosa evacuata dal Gratarol in quel colloquio, il capitolo sarebbe il doppio piú lungo.

Ho scritto l’essenziale nella sua puritá. Il Maffei fu buon testimonio.

Chiedo perdono al mio lettore della lunghezza e giuro di non scrivere mai piú un capitolo cosí lungo.