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Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 1, 1910 - BEIC 1837632.djvu/325


parte seconda - capitolo xiv 319


Nulla ostante commiserai il di lei stato e i di lei pesi colla compagnia tutta, efficacemente. Proccurai di farle amici la maggior parte de’ sozi.

Il Sacchi capocomico, per i miei stimoli veniva meco a visitarla, a ricrearla con molte facezie e a dimostrare della considerazione della di lei comica abilitá. Non mancava dal canto mio di renderla coll’opere mie sceniche ognor piú applaudita dal pubblico e piú necessaria alla sua comica societá, unico onesto mezzo per far aumentare il di lei comico stipendio.

Seppi da lei improvvisamente che, nulla ostante la scrittura da lei firmata di ducati cinquecentotrenta all’anno per tre anni, il Sacchi le aveva accresciuto uno spesato di due lire al giorno, vale a dire cento e piú ducati all’anno in aggiunta.

Non dirò che le mie commiserazioni e i miei riflessi fatti al capocomico e a’ di lui compagni abbiano cagionato quell’aumento. Il Sacchi giustificava co’ suoi sozi questa sua disposizione in vantaggio della Ricci, sul bisogno ch’ella aveva di accrescersi un equipaggio che decorasse la compagnia. Ogni volta che mi passa per la mente quella sua giustificazione, rido. Dirò la causa delle mie risa. Gli osservatori trovano in tutto qualche cosa da imparare.

La Ricci senza il compagno marito aveva bisogno d’un amico e compagno di assistenza nelle cose sue domestiche e di confidenza, tanto in Venezia quanto ne’ sei mesi che stava con la compagnia fuori di Venezia. Ella scelse un giovine comico appellato Carlo Coralli, della compagnia, uomo piú educato degli altri suoi compagni, ma bolognese raggiratore e imprudente per quanto dirò.

Io voleva bene al Coralli per le sue educate maniere e per la sua comica abilitá. La gioventú è scusabile. Non mi sono mai sognato d’aver dispiacere di quella tale amicizia, e anzi la difesi contro coloro che la malignavano e la tragiversavano. Trovava con frequenza da quella mia comare molte visite mascoline, di comici, di mercanti onorati, di procacci di Firenze, di Bologna, di Modena e d’altre simili persone da lei conosciute. Vedeva tutte le visite di questa spezie volentieri.