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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/95


IL MEDICO OLANDESE 89

SCENA VIII.

Madama Marianna e Carolina.

Marianna. Parla il cor veramente.

Carolina.  Oh quanto pagherei,
Che fossero a sentirle certi paesani miei,
Che dicon delle donne... So io quel che ragiono.
Vengano qui a vedere le donne cosa sono.
Vien il padron.
Marianna.  Rammento, ch’egli mi disse ingrata.
Ebbe ragion di dirlo, e son mortificata.
Carolina. Ed è con lui lo sposo.
Marianna.  Credimi, afflitta sono.
Carolina. Ma via, non vi affliggete; lo sapete ch’è buono.

SCENA IX.

Monsieur Bainer, monsieur Guden e detti.
Poi monsieur Taus e monsieur Mann.

Bainer. Ecco lo sposo vostro, (a madama Marianna, sostenuto)

Marianna. (Guarda l’uno e l’altro mortificata.)
Guden.  Madama, io vi ho sperata,
Vostro nel presentarmi, più lieta e consolata.
Oimè, pentita siete forse dell’amor mio?
Marianna. Alzar gli occhi non oso in faccia dello zio.
Tacciar di sconoscente m’intesi, e con ragione,
E fa la mia vergogna la mia disperazione.
Bainer. No, figlia, l’età vostra, l’amore io compatisco,
E il dolor che mostrate per cagion mia gradisco.
Porgetevi la mano, si compia il matrimonio.
Signori, favorite servir di testimonio.
(a monsieur Taus ed a monsieur Mann, quali si avanzano)
Guden. Ecco, diletta sposa, ecco la mano e il core.
Marianna. Ecco tutta me stessa.
Carolina.  Viva, viva l’amore.