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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/324

316 ATTO QUARTO

Più amabile che puote, per meritar l’amore.

Per comparir più vago l’amante fa di tutto;
E voi perchè studiate di comparir più brutto?
Credeste voi col merito di farla a voi costante?
Quel che alla donna piace, credete, è un bel sembiante;
E a sposa non legata è un brutto complimento
Il dire, il vostro sposo è un uom che fa spavento.
Volete esser sicuro, se v’ami o se non v’ami?
Provate se al presente ricusa i suoi legami.
S’ella sposarvi è pronta, or che tornaste sano,
È segno che temeva un volto disumano;
E se disfigurato diceva, io non lo voglio,
La colpa non è sua, ma sol del vostro foglio.
Voi di tentarla ardiste con modo inusitato,
Forse da un falso amico all’opra consigliato.
Don Claudio amolla un tempo, e l’ama ancora adesso;
Fin qui venne a tentarla il vostro amico istesso;
E per staccarla forse da voi, formò il disegno
Di rendervi geloso, di porvi in un impegno.
Si valse il sciagurato di me, che civilmente
Mi offersi di trattarla in villa onestamente.
Per altro il mio costume a tutti è già palese;
Prendete informazione di me per il paese:
E vi dirà ciascuno, che sono un uom d’onore,
Che a tutti fo del bene, potendo, di buon core.
E il ragionar ch’io faccio con voi placidamente
Dopo gli insulti vostri, vi mostra apertamente,
Che l’onor di una dama mi accende il cuor sincero,
Che parlo per giustizia, e per amor del vero.
Se di ragione avete nella vostr’alma il lume,
Se barbaro non siete, per uso o per costume,
Convinto esser dovete, per quel che vi si mostra,
Che debole è la sposa, ma che la colpa è vostra.
Giustificato appieno l’onor che in me s’annida,
Difesa donna Florida, andiamo alla disfida. (s’alza)