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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/17


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A SUA ECCELLENZA

IL SIGNORE

DON ALESSANDRO RUSPOLI

PRINCIPE DI SANTA CHIESA,

Cavaliere dell’Insigne Ordine del Toson d’Oro etc.


MAI più, Eccellentissimo Signor Principe, con tanta impazienza ho attesa la stampa di alcuna Opera mia, quanto presentemente mi accadde desiderare la pubblicazione del Sesto Tomo di mie Commedie1, niente per altro che per adempiere un mio disegno, tanto per me più onorevole, quanto più ne giusto il motivo, e decoroso il fine.

Il maggior bene ch’io vantar possa essermi derivato dal mio soggiorno in Roma2, egli è certamente il prezioso acquisto della protezione di V. E., e deggio dire, a gloria di quella verità che e l’anima de’ miei scritti, averne riportati de’ segnalati vantaggi, non solo per quegli atti di generosità ch’ella mi ha praticati, ma perchè degnatasi di ammettermi alla di Lei erudita conversazione, ho avuto campo d’approfittare di buone massime e di saggi ragionamenti. Fra le tante consolazioni che mi recò il dolce tratto e la cortesia inesplicabile di V. E., mi toccò nell’animo estremamente sentirla con tanta benignità prevenuta in favor delle mie Commedie, e che da esse, o nel Teatro veggendole rappresentare, o in camera leggendole di quando in quando, ne ritraeva qualche piacere.

  1. Allude l’autore al t. VI del Nuovo Teatro Comico, edito dal Pitteri nel 1760 a Venezia, in cui fu stampata la presente lettera di dedica.
  2. Allude il Goldoni al suo viaggio a Roma (novembre 1758-luglio 1759), già annunciato nella dedica e nella prefazione delle Donne de casa soa (v. vol. XII) e nella prefaz. della Villeggiatura (vol. XIII).