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LA MOGLIE SAGGIA 493

Ottavio. (L’abbraccia stretta con tutte due le mani) Compatitemì, compatitemi, compatitemi.

Rosaura. Amatemi. (piange)

SCENA VIII.
Pantalone e detti.

Pantalone. (Vede li detti abbracciati) Olà! Come! Fia mia! Sior Ottavio! Rosaura! Sior zenero! Sieu benedetti! Oh cari! Oimei! Muore dalla consolazion. (piange)

Rosaura. Consolatevi, signor padre, mio marito mi ama.

Pantalone. Distu da senno?

Rosaura. È tutto mio.

Pantalone. Oh caro! (bacia il Conte) Com’ela? Come vala? Alo lassa l’amiga? (a Rosaura)

Rosaura. (Sì, è tutto mio). (a Pantalone)

Ottavio. Ah! signor Pantalone, son confuso. Troppe cose si uniscono a rendermi stordito.

Rosaura. Via, non parliamo di cose tetre. Signor padre, volete che andiamo a Roma?

Pantalone. Come? A Roma? Senza to mario?

Rosaura. Oh! ha da venire anch’egli. È vero, signor Conte?

Ottavio. Sì, andiamoci quanto prima.

Pantalone. Oh magari! Tutti insieme. Pare, fia, muggier, mario, oh che compagnia! Oh che conversazion! Torno dies’anni più zovene.

SCENA IX.
Corallina e detti.

Corallina. Signori, è qui la signora marchesa Beatrice col signor Lelio e il signor Florindo.

Ottavio. Vadano al diavolo.

Pantalone. Bravo! Che i vaga al diavolo.

Ottavio. Ma no, di’ loro che passino.