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452 ATTO PRIMO

Ottavio. Brighella. (chiama di dentro)

Corallina. Non te la perdono più.

Brighella. (Sia maledetto quando ho parlà). (da sè)

Corallina. Pettegola? impertinente? a me? Asino! asinaccio! (Il conte Ottavio in veste da camera apre l’uscio di fondo ed esce.)

Brighella. L’è qua el padron. (a Corallina)

Corallina. Dirmi impertinente? Dirmi pettegola? Strapazzarmi? Che novità? Che temerità? A lett! A letto, briccone! insolente ! temerario! A letto. (parte1)

Brighella. Stago fresco.

Ottavio. Chiamo, chiamo, e non rispondi.

Brighella. La compatissa, lustrissimo, no l’ho sentido.

Ottavio. Ti romperò le braccia, sai; asino! Quando chiamo, voglio essere sentito. Se non risponderai quando chiamo, ti taglierò le orecchie.

Brighella. Lustrissimo, ghe domando perdon. Quella maledettissima de mia muier l’è vegnuda a tormentarme anca qua.

Ottavio. Che cosa voleva? Che cosa faceva?

Brighella. Al so solito: gridar e strapazzarme.

Ottavio. E non la bastoni?

Brighella. La vede ben ...

Ottavio. Pezzo d’asino. Dagli, bastonala.

Brighella. Ma bastonar la muier!

Ottavio. Un uomo ordinario, un servitore lo fa. Così lo potessimo fare anche noi.

Brighella. Se alzo le man, la me coppa.

Ottavio. Tieni questo biglietto, e domattina per tempo portalo alla marchesa Beatrice; aspetta ch’ella si levi, e daglielo in proprie mani.

Brighella. La sarà servida.

Ottavio. Avverti ch’ella si leva presto.

Brighella. Anderò a bonora. Za debotto l’è l’alba.

Ottavio. Va a riposare un poco, e fra due ore al più trovati dalla Marchesa.

  1. Bett.: parte brontolando sin dentro la scena.