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A SUA ECCELLENZA

LA SIG. CAVALIERA

ELEONORA CAPPELLO

NATA DE' CONTI DI COLLALTO1.


ALLORA quando mi fu recato, Eccellenza, il felicissimo avviso, che Ella in Roma con tanto vantaggio delle Opere mie parlasse, animando i Romani a leggere non solamente, ma eziando a promoverne le rappresentazioni in più di un Teatro, mi entrò nell’animo la maggiore allegrezza che io provassi giammai, e quasi fuor di me stesso, d’altro non sapea parlar che di questo; facendone parte agli Amici miei, come di cosa che mi arricchiva di gloria, e gli Emoli macerar potea nell’invidia. Come (dicea però fra me stesso) come mai una Dama di tanto spirito, e di così fino discernimento, può delle Opere mie compiacersi, e quasi fossero della sua approvazione degnissime, portarle fino colà in trionfo, dove delle produzioni novelle è più pericoloso l’incontro? Ringrazio Dio di cuore, che mai nella mente mia non succedesse a tal pensiero la vanità di me stesso, tutt’altra ragione figurandomi, fuor di quella che dal merito delle Opere mie derivar potesse, poichè quantunque le veda fortunatamente aggradite, conosco bastantemente, che ciò non accade perchè sieno Opere buone, ma perchè a’ dì nostri non vi è in simil2 genere chi voglia farne delle migliori. Pensai3 che l’E. V. volesse loro dar credito per esser elleno produzioni di uno spirito Veneziano, per quell’amore che molti sentono per la Patria loro, portandola da per tutto nel cuore, e l’onor suo, e quello de’ Paesani suoi pro-

  1. Nell’ed. Paperini di Firenze, dove fu stampata la prima volta la presente lettera di dedica, t. IV, 1753, si legge: «A Sua Eccellenza - la Nobile - Donna Eleonora nata de’ Conti di Collalto - di S. E. il Signor Cavaliere - Piero Andrea Cappello - ambasciatore per la Serenissima - Repubblica di Venezia in Roma - Consorte degnissima».
  2. Pap.: cotal.
  3. Pap.: Pensai non pertanto.