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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/323


Corallina. Voglio almeno vederlo.

Rosaura. Ed avrai tanto cuore?

Corallina. Sono tanto avvezza a praticar militari, che ho fatto un cuor di leone. (parte)

Brighella. Bisogna che i militari i gh’ abbia infuso del gran co- raggio, (parte

SCENA IX.

Rosaura e Beatrice.

Rosaura. Quel don Garzia è un uomo troppo precipitoso.

Beatrice. Don Alonso ha poco giudizio.

Rosaura. Don Garzia lo ha provocato.

Beatrice. Don Alonso gli ha perso il rispetto.

Rosaura. Difendetelo, che avete ragion di farlo.

Beatrice. Finalmente è mio sposo.

Rosaura. Sì, uno sposo che vi tratta con un eccesso d’ amore.

Beatrice. I militari non sogliono far carezze.

Rosaura. Credo che anch’ essi le sappian far, quando cimano.

Beatrice. Voi lo saprete (i) meglio di me. (2)

Rosaura. No, signora. Non ne ho praticati tanti, quanti voi.

Beatrice. Avranno conosciuto il vostro poco spirito.

Rosaura. Perchè conoscono che voi siete spiritosa, vi strapaz- zano.

Beatrice. Olà; parlate con rispetto.

Rosaura. Io sono nelle mie camere. Se non vi piace, quella è la porta per dove si esce. (3)

Beatrice. Lo saprà don Garzia. (I) Pap.: sapete. (2) Segue nel!’ ed. Pap.: « Roi. Signora, /areale meglio a andar- cene di casa mia. Beati. Io sono nel quartiere di mio marito. Ros. S’ ei fosse )fOstro ma- nto, non vi tratterebbe sì male. Beatr. M’ha data la mano in presenza di vostro padre. Ro». Per fona. Beatr. Orsù, io sono la moglie di don Garzia. Ros. Ed io sono la sposa di don Alonso. Beatr. Voi sarete tanto meno di me, quanto lo è V alfer del tenente. Ro». La differenza del rango si spiega solamente suW armi. Beatr. Certamente, non ne ho pra- ticati tanti, quanti coi ecc. » (3) Segue nell’ed. Pap.: < Beatr. Siete una impertinente. Ros. Questo titolo si conviene a chi va arditamente nelle case altrui. Beatr. Giuro al cielo, lo saprà don Garzia ecc. ».