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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/306


Corallina. Oh bella ! Così mi lascia ?

Brighella. Coss’ è, patrona ? De cossa se lagnela ?

Corallina. Mi par che il vostro signor tenente abbia poca ci- viltà colle donne. Se ne va senza nemmen salutarmi?

Brighella. Son qua, supplirò mi alle mancanze del signor te- nente. Bisogna compatirlo ; quando un offizial sente un ordine del comandante, el lassa tutto per rassegnazion ; ma torno a dirve, se ve occorre qualcossa, son qua mi.

Corallina. Mi pare che quel signore sia un bello spilorcio.

Brighella. Perchè, padrona? Perchè?

Corallina. Mi esibisce tabacco ; mi chiede la tabacchiera, vede che non ho altro che questa, me ne mostra una d’ argento, e poi con quattro prese di tabacco se la passa, e mi rende la mia.

Brighella. Oh, cos’ alo fatto ? Che el me perdona, el s’ ha porta mal. El vede che una signora della so sorte gh’ ha una sca- tola de metallo, e noi ghe offerisce la soa? La favorissa: che tabacco èlo ? Oh cattivo ; cattivo tabacco, e pezo scatola ; la se lassa servir da mi. L’ averà una scatola da par suo. (va prendendo varie prese di tabacco)

Corallina. A me piace il tabacco rapè.

Brighella. So el mio dover, (versa il resto del tabacco in mano) La tegna la scatola, e a bon reverirla.

Corallina. (Buono ! Mi ha levato anche le quattro prese di ta- bacco), (da sé) Quando ci rivedremo ?

Brighella. Quando torneremo dalla campagna.

Corallina. Andate forse a combattere? BriGHELI^. Cussi se spera.

Corallina. Quando?

Brighella. Stassera o domattina.

Corallina. E vi andate con tanta franchezza ? con tanta allegria ?

Brighella. Signora sì, quando andemo a combatter, andemo a nozze. L’ ozio ne rovina. Vorressimo sempre menar le meui. Chi mor, bon viazo, chi vive, poi sperar d’ avanzar. Anca mi de soldado son deventà caperai e de caporal son passa a esser