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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/276


Garzia. Se faceste meno all’ amore, e vi lasciaste vedere ai ridotti, sapreste meglio le novità. Dicesi abbia una spia riferito, che l’ini- mico abbia divisato sorprendere nella ventura notte quel corpo di nostra truppa, che guarda il monte. Tenderà dunque la nostra marcia a difendere i nostri, e deludere i disegni dell’ avver- sario.

Rosaura. (1) Se s’incontrano i vostri coi nemici, si batteranno?

Garzia. (2) Per qual motivo siamo noi qui ? Non si sa che abbiam da combattere?

Rosaura. (Oh cielo!) (da sé)

Alonso. Eh ! se l’ inimico saprà essere scoperte le di lui trame, non uscirà dalle sue trinciere. Non è in istato di venire a bat- taglia.

Garzia. Si, sì, lusingatevi pure. Io son di parere che ci daremo una pettinata solenne.

Rosaura. Don Alonso ... (sospirando)

Alonso. Via, serenatevi ... non sarà così ...

Garzia. Piangete, eh ! Capperi, siete cotta davvero. Mah ! Vi vuol pazienza. Consolatevi, che a piangere non siete sola. Io avanti sera con questa nuova ne faccio piangere almeno sei.

Rosaura. (Ah, che già previdi la mia sventura !) (da sé)

Garzia. Animo, animo, signor alfiere, andatevi a preparare (3), vi- sitate le vostre armi, e disponetevi alla partenza.

Alonso. La marcia non è per ora.

Garzia. Volete aspettare all’ultimo momento? Via, spicciatevi e venite meco alla piazza. I vostri amici vi attendono.

Alonso. A far che?

Garzia. A giocare, a bere delle bottiglie, a ridere delle avven- ture amorose, che in questo nostro quartiere accadute ci sono.

Alonso. Dispensatemi ; già lo sapete, io non sono portato per al- cuno di tali divertimenti. Vv Garzia. Povero giovane ! Siete iiuiamorato, eh ? Non avete ancora imparato a fare all’amore alla militare. Eh via, che delle ra- (I) Precede nell’ed. Pap.: Dite, signor ieiìente, può succedere qualche allocco ? (2) Pre- cede neir ed. Pap.: Che graziosa dimanda I (3) Pap.: ondale o metlere le gambiere.