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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/242


Corallina. E1 sior Pantalon xe el mio primogenito?

Lelio. Sì, non è egli il primo che vi ha generata?

Corallina. Mo da quanti pari credeu che sia stada inzenerada? (No me arrecordava più che el me crede la fia de sior Pan- talon). (da sé)

Lelio. Eh, parliamo sul solido : è morto o vivo il signor Pan- talone ?

Corallina. El xe vivo, per grazia del cielo.

Lelio. Possa egli vivere fino alla morte. Egli dunque ha propa- gata la nostra congiunzione.

Corallina. Gnanca questa no la capisso.

Lelio. Avete compassione di me?

Corallina. E come!

Lelio. Dunque andiamo.

Corallina. Dove?

Lelio. Andiamo al toro.

Corallina. Cossa m’alo tolto, per una bestia?

Lelio. M’intesi dire al tumolo.

Corallina. Cossa diavolo xelo?

Lelio. Alle morbide piume matrimoniaL

Corallina. Bravo.

Lelio. Via, proseguitemi.

Corallina. Bon viazzo a eia.

Lelio. Venite o non venite?

Corallina. Oh sior no, no vegno.

Lelio. Ah mia cara !

Corallina. Oh caro! ma caron C).

Lelio. Mi volete voi bene?

Corallina. Gnente affatto.

Lelio. Pazienza, vi amerò disamato. Ma avete ad essere la mia mia lateral consorte.

Corallina. Per che rason?

Lelio. Perchè abbiamo negoziato di voi col signor Pantalone. (I) Bistìccio con la parola macaron^ ossia gnocco.