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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/144



un meno, è lo stesso. Vengano tutti ; il signor Pantalone è gen- tile, è cortese, è affabile, è generoso.

Pantalone. Son stuffo.

Corallina. Acchetatevi per amor mio.

Pantalone. Per amor vostro ?

Corallina. Sì.

Pantalone. Sì. Me quieto. No digo gnente. Ma ... cospetto de bacco !

Corallina. Che cosa vorreste dire, signore ?

Pantalone. Sì, me vói mandar. (parte)

Corallina. Oh sì, che fareste la bella cosa !

Rosaura. Lasciatelo fare, castalda ; che si soddisfaccia anche lui il povero vecchio.

Corallina. Brava : certamente tornerebbe a voi bene ch’ egli si accasasse, avesse dei figliuoli, e fosse obbligato lasciare agli altri quello che alla sua morte deve esser vostro.

Rosaura. Corallina mia, dite il vero. Non ci aveva badato. Io stessa sollecitava un danno per me. Vi ringrazio che mi avete suggerito una cosa buona. No, no, stia pure com’ è ; non lo consigliere più a maritarsi.

Corallina. Questa è una cosa che la dovete procurare per voi.

Rosaura. Certamente, se potrò, non mi lascerò fuggir l’occasione.

Corallina. Il signor Florindo pare non vi dispiaccia.

Rosaura. Anzi, per dirvela, mi piace assai.

Corallina. Volete voi che io m’ adoperi a vostro vantaggio >

Rosaura. Mi farete piacere.

Corallina. Lasciate fare a me. RoSAUF^. Vado a ricevere la signora Beatrice.

Corallina. E il signor Lelio come vi soddisfa ?

Rosaura. Niente affatto. Gli uomini sciocchi non li posso sof- frire, (parte)

Corallina. E a me piacciono tanto. Se avessi a scegliermi un marito, sempre lo cercherei scioccherello, più tosto che spiritoso ed accorto. Anche Frangiotto è debolino di spirito ; ma qualche volta, quando ci pensa, sa dire la sua ragione; e poi è troppo