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l’onde, io seggo lungo la spiaggia sonante, e guardo alla terribile roccia. Sovente, al lume moribondo della luna, io veggo gli spiriti dei miei figliuoli passeggiare insieme, con guardo semispento, in malinconici colloquii.»1


Uno scoppio di lagrime, che

  1. Tutto questo lungo passo è tratto da quella, tra le poesie d’Ossian, che s’intitola I canti di Selma (The songs of Selma). Io l’aveva già tradotto per intiero dalla traduzione tedesca, inserta in questa parte del libro che ci sta innanzi, allorquando m’avvisai che qui il mio lavoro, poichè riusciva di seconda mano, avrebbe necessariamente scapitato nella fedeltà al poeta scozzese. Alcune omissioni ed inesattezze, che riscontrai ne’ raffronti, e la tinta generale dello stile, falsato nella mia prima traduzione dal tedesco, in modo da non lasciare intendere al lettore tutta la originalità del fare ossianesco, mi confermarono nella mia opinione, e m’indussero a rifare la versione sul testo inglese. Di qui le differenze per chi legga questo squarcio d’Ossian nel Werther tedesco. (Il traduttore italiano.)