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capo primo 15


che i greci antichi, come poi i sassoni nelle loro leggi usarono, apprezzassero la stessa moneta co’ bestiami; ma poi, fatto piú abbondante il metallo, non corrispose piú al valor de’ bestiami. E quindi forse sará avvenuto che la celebre έκατόμβη, a’ tempi in cui scrive Omero, giá non dinotava piú un numero di cento buoi, ma era un nome di sagrifízio, che talora anche di capretti e d’agnelli era fatto.

Ma a’ tempi della guerra troiana l’Oriente avea pure ad usar la moneta incominciato, con questa differenza: che la moneta d’argento prima di quella d’oro, secondo le memorie che ce ne avanzano, fu adoperata. I sicli erano d’argento, e quella voce ebrea «Kesita», che nel Genesi al capo 53 si trova, e che per «agnello» è spiegata, piú verisimile è che fosse una moneta d’argento, cosí detta dall’antico suo valore, che era eguale a quello d’una pecora, e non giá dalla immagine impressavi. E certamente, vivendo gli arabi e gli asiatici in gran parte allora con vita pastorale, i prezzi delle cose a quello de’ loro bestiami avranno comparato. Ma delle vicende della moneta in Oriente sarò io meno sollecito d’indagare la storia, che non delle regioni piú vicine alle nostre. A queste adunque ristringendomi, dico che l’origine della moneta d’argento in Grecia mi è ignota. So che le miniere de’ cartaginesi, cominciate a cavare presso la Nuova Cartagine da Annibaie, furono abbondantissime d’argento. Non meno lo erano quelle di Laurium nell’Attica, che a privati ateniesi appartenevano; ma queste in tempo piú recente si scavarono, giacchè a’ tempi di Dario non era per ancora in Grecia reso sì abbondante l’argento, che valesse meno dell’oro. Dall’accurata descrizione, che delle offerte fatte al tempio di Delfo fa Erodoto, il quale dalle tradizioni di que’ sacerdoti trasse gran parte della sua storia, si comprende questa veritá. Sono però dall’altra parte da aversi per favole: che un Filippo re di Macedonia custodisse una tazza d’oro, come cosa rarissima, sotto il suo origliere, dormendo: che gli spartani, per indorare il volto a un simulacro di Apollo, non avessero potuto in tutta la Grecia trovar oro che vi bastasse; che Ierone, primo re di Siracusa, da altri che da Architele