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E, poscia che ogni sfera ebbi veduta

 140   e l'anime salvate e i Serafini,
       de' quai narrare appien la lingua è muta,
       tra le lor vaghe rime e soavi ini,
       tra l'allegrezze e modulosi canti,
       tra dolci suoni e piú vari tintíni,
 145   la scorta mia mi fe' salir sí avanti,
       che io pervenni a quel supremo regno,
       ove piú splende Dio e li suoi santi.
       --O sommo Ben--diss'io,--a cui io vegno,
       benché sia verme e vilissima polve,
 150   non mi scacciare e non mi aver a sdegno.
       Risguarda al peccator, ch'a te si volve;
       e, s'è rimaso in lui anco alcun rio,
       sola la tua piatá è che l'absolve.--
       Quando questo ebbi detto, io vidi Dio
 155   e chiar conobbi ch'era il sommo Bene,
       il qual contentar può ogni disio;
       e che era il primo prince, da cui viene
       ogni verace effetto, e sua potenza
       ha fatto tutto, e solo egli el mantiene.
 160   La sua grandezza e sua alta eccellenza
       sol egli la comprende e tanto abonda,
       che nulla mente n'ha piena scienza.
       Chi piú a contemplarlo si profonda
       nel mar di Dio, e chi piú addentro beve,
 165   ancora si ritrova in su la sponda.
       E, perché 'l corpo l'anima fa grieve,
       non molto stetti, che, pel suo comando,
       in terra fui posato lieve lieve.
       Cogli occhi lacrimosi e sospirando,
 170   io mi ricordo di quei lochi adorni;
       e 'l volto alzando al cielo, i' dico:--Oh quando
       será, mio Dio, il dí che a te retorni!