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       costui mandò il dispiatato messo,
       e fe' mozzare al suo fratel la testa,
       e di vederla contentò se stesso.
       Or fu mai crudeltá maggior che questa?
 140   Non quella ch'a Tieste fece Atreo,
       quando i figli mangiar gli die' per festa;
       non quella di Nettunno e di Teseo;
       ch'ognun di questi, a chi ponesse cura,
       iniuria il fece cosí esser reo.
 145   Ma costui non offesa, non iniura,
       non la cagion, per che fu morto Remo,
       che pria bagnò di sangue l'alte mura.
       Ma sol si fece d'ogni piatá scemo,
       ché dopo lui 'l fratello non regnasse:
 150   per questo il fe' morir su nell'estremo.
       O doppio fratricida, se tu lasse
       la doppia prole, il tuo paterno esempio
       degno è ch'ancor da lor si seguitasse;
       ché l'uno uccise l'altro crudo ed empio,
 155   e della Scala fu l'ultima feccia,
       che sen fuggí del veronese tempio
       dietro a colei che solo in fronte ha treccia.


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