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varianti | 73 |
p. 299, I. 22-3, Z e L, la pace e la libertá si compiacciono della semplice e solitaria natura. Una sera» 1. 25-6, M, riflettendo
»l. 27, Z e L, ad ora ad ora
»l. 31 sgg., Z e L, il suo innamorato; e si rizzò e ramingò un pezzo chiamandolo; poi, stanca, tornò dov’io sedeva e s’assise quasi spaventata della sua solitudine. Guardandomi, parea che volesse dirmi: — Io sarò abbandonata anche da te! — e chiamò il suo cagnolino.
»l. 36, Z e L, vedeva? Era
p. 300, l. 2, Z e L, velava
»l. 3, Z e L, all’uscio
»l. 6, Z e L, Giel ridarò
»l. 9, Z e L, I miei concittadini persecutori, giovandosi de’ manigoldi stranieri, proscrissero
»l. 21-2, Z e L, e mandando
»l. 24, Z e L, e ti poserai sovra il mio seno
»l. 29, Z e L, se tu vedessi il mio
»l. 32, Z e L, tutta fiorita di gioventú e di
»l. 33, Z e L, impazzita
»l. 39, Z e L, ch’io vorrei pur dividere con voi tutti
p. 301, l. 1-2, Z e L, ma noi, chiunque voi siate, noi siamo amici
»l. 3 sgg., Z e L, fuggiteli. Hai tu veduto ( l. 18)
»l. 10, M, il destino ha segnato la sua vittima
»l. 25, Z e L, saldo saldo
p. 302, l. 1, Z e L, spegnere una per una le fiaccole
»l. 1-2, M, aggiornano
»l. 3, Z e L, non sarebbe assai meglio calar il sipario in un subito
»l. 7, Z e L, E non s’accorgeva come
»l. 11, Z e L, il venturo verno
»l. 24, Z e L, di tutti, e i discendenti di Caino e d’Abele, quantunque imitino i lor primitivi parenti e si divorino perpetuamente l’un l’altro, vivono e si propagano. Or odi. Ho accompagnato stamattina per tempo
»l. 29-30, Z e L, che mi troverei a pranzo
»l. 33, Z e L, a mezza strada
p. 303, l. 15, Z e L, due pertiche
»l. 23, M, Copritevi: io
»l. 29, Z e L, rimetterci al beneplacito di chi ne
»l. 31, Z e L, proprio ruffiano si prova
»l. 33, M, In altri simili casi
»l. 34, Z e L, mezz’ora,
p. 304, l. 1, Z e L, io mi sono un de’tanti
»l. 3, Z e L, andava ridicendo
»l. 4, M, tagliavano