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dalle mie braccia, lo sfido! e se, cosa impossibile, mi ti togliesse, io non l’ucciderei, perchè ha preso ben già da molto le sue precauzioni di sicurezza e la mia palla non giungerebbe a lui, ma lo dichiarerei il più ingiusto, il più crudele e feroce tiranno! — Lara pose a sua volta la mano sulla bocca di Marco, esclamando:

— Taci! Non parlare così di Dio! Egli è buono, è giusto, ma punisce chi lo offende! Tu ora l’offendi, Marco! Non offenderlo più, sai, potresti pentirtene!

Più tardi Marco si ricordò con istrazio di quelle parole dette da Lara tra il serio e il faceto: per allora si contentò di sorridere, dicendo: — Gli faccio le mie più umili scuse se lo offesi involontariamente. Vivi tu, Lara mia, vivi sempre, sana, felice, e amami, e io non solo non offenderò Dio, ma se tu lo vuoi, io gli dirò la mia preghiera a mattina e a notte ed anche prima del pranzo!....

Così scherzò per tutto il resto della sera, sul terrazzo dell’albergo, fra gli splendori del crepuscolo di una bella sera d’inverno : ma i suoi scherzi non impedirono 5he il malessere di Lara aumentasse tanto, che l’indomani si dovette cercare un medico. Sulle prime. Marco, se fu inquieto, provò anche una sfumatura di gioia credendo che tutta la piccola malattia di Lara segnasse l’alba della sua futura maternità. — ma consultato uno dei più famosi medici di Roma, questo lo assicurò che non v’era nulla di nuovo. — La sua signora. — disse, — è di complessione assai delicata e debole. È il viaggio continuo che le ha fatto male. La miglior cura ch’io possa prescriverle perchè ella si conservi sana, è di metter fine al più presto al loro viaggio di nozze e di stabilirsi in un sito dall’aria salubre e calda, potendo, in un centro poco rumoroso, ove non sieno emozioni e avvenimenti che possano impressionare assai il morale della giovine ammalata.

Marco allarmato dalla strana ricetta, chiese al medico il suo parere, se di stabilirsi a X***, piuttosto che a Sassari.