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minuscolo patrimonio, e tutte le signorine di X*** si consolavano al pensiero che la famiglia Ferragna odiava a morte la piccola Lara. E mentre sparlavano orrendamente dei due sposi, per loro fortuna assai lontani, ognuna in cuor suo invidiava Lara e la sua sorte e imprecava l’avarizia del proprio padre che non l’aveva posta in collegio a Sassari come Lara. Chissà allora se l’avvocato Ferragna si fosse innamorato di Lara smorfiosa o di lei così bella!

Così pur troppo è, gentile mia lettrice. Guai a ohi ha un po’ di fortuna, nelle piccole città di provincia, e non nella sola Sardegna, ma nel mondo intero. La invidia plasma subito la sua croce e la pone addosso al mal capitato che, se di animo dolce e tranquillo, finisce col maledire la fortuna che lo solleva alquanto e rimpiange il tempo in cui, piccolo e sconosciuto, non destava invidia, ne veniva tormentato dalle maldicenze e dalle calunnie.

Però bisogna rendere onore al merito, e un merito assai onorevole negli abitanti di X*** era quello di obliare a tempo e luogo i disgraziati che destavano le loro chiacchiere. Perchè? Lo disse un poeta di Ozieri, se non erro:

Ca su tempus cancellat d'ogni ardore.

E dopo due o tre masi Lara fu lasciata in pace dalle signorine della sua città. Venne la volta della palazzina bianca, le cui vicende vedemmo poco fa ; poi, all’arrivo dei Ferragna, risorse la loro questione più viva a animata di prima: ma a poco a poco, appagata la curiosità del pubblico e sfumati i sogni degli studenti e del negoziante viaggiatore, le chiacchiere cessarono: le signorine e signore fecero a gara per farsi amica Lara, e in pochi giorni Marco Ferragna ebbe in sue mani le cause, le carte e... il cuore dei pezzi più grossi di X***.