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liani, che fanno più fortuna, emigrando in Sardegna che in America; arrivarono i nuovi soldati, i nuovi ufficiali, i nuovi carabinieri, gli studenti dei villaggi partiti per le vacanze di Pasqua; arrivarono le rondini, il nuovo sotto prefetto, i fiori, un ingegnere con la famiglia, uno scozzese viaggiatore, è tutti destarono un fremito nell’anima degli abitanti di X***, ma nessuno andò ad abitare la palazzina misteriosa... Alla fine ci si stancò di aspettare; i mesi passavano, nessuno veniva, altri avvenimenti accadevano ad X***, altre notizie e novità incalzavano. Sicché la palazzina fu posta in disprezzante oblio, e nessuno si accorse che un giorno di luglio arrivò a X*** l’avvocato Marco Terragna con la sua giovine sposa, Lara Mannu, nipote di don Salvatore. Insieme a loro arrivò la splendida mobilia per la palazzina di cui essi erano i padroni e che essi appunto dovevano abitare....


II.

Il vero nome di Lara era Maura. Rimasta orfana da bambina, Maura, posta in collegio a Sassari dallo zio don Salvatore, tutore e custode del piccolo patrimonio, lasciatole da suo padre, era cresciuta a poco a poco in un ambiente se non del tutto signorile e aristocratico, assai più civile e colto di quello fra cui crescevano le signorine di X***; sicché, divenuta una bella, elegante, coltissima fanciulla, aveva fatto pazzamente innamorare di sé uno dei più giovani e celebri avvocati del fôro sassarese. E Marco Ferragna, ch’era lui, non ostante l’opposizione della famiglia, una delle più ricche e aristocratiche di Sassari, un bel giorno se ne era venuto a X*** e aveva chiesto a don Salvatore la mano della nipotina Lara, raccontandogli come l’avesse conosciuta nelle campagne di Sassari, ove Lara trovavasi ancora, in villeggiatura, presso una sua amica,