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Dafne
Se lupo depredava il nostro ovile

Tirsi dava ristoro alle sventure,

Che l'altrui pianto non haveva à vile;
Melibeo
Se tempesta offendea l'uve mature

Sempre le nostre lagrime dogliose

Del soccorso di Tirsi eran sicure;
Dafne
Qual fra la ruta mammole odorose

Era Tirsi fra gli altri in questa riva,

Ma troppo tosto morte il ci nascose;
Melibeo
Qual fra stagni a mirar fontana viva

Era Tirsi fra gl'altri in questa piagga,

Ma troppo tosto n'è rimasta priva;
Mopso
Limpido rivo, che da monte caggia

Spruzzando in più zampilli il puro argento

Per solitaria via d'ombra selvaggia;
E tra rami di pin soffio di vento

Quando il celeste can più coce l'erba

Non saprebbe adeguar vostro concento.
Su val di Tebro omai voce superba

In van presume contrastar con voi;

A cantor di Firenze oggi riserba

Febo il più singolar de pregi suoi.


VI.

Uranio.


BIZARRO mio, che si barbuto il mento

Movendo per lo campo i passi tardi,

Come alter capitan guidi l'armento;
Perche si bassi, e si pensosi i guardi

In terra volgi? e pur i piè ti miri?

Et oltra modo il tuo camin ritardi?