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lionem assumpsit tenuit, & possedit; Nec domos, & possessiones quas dictis Guglielmus de Palma in Neapoli, Aversa, Nola, & Cadida, &c. tennit &c. Et redditus, &c qua Marimus Capice preditor noster tenuit, &c Philippo de Mustarolo, & heredibus eius, & donamus, tradimus,& concedimus.

Reslando dunque estinta con la perdita della Terra di Palma, e d’altri Feudi, e beni la finea del primo Guglielmo primogenito figliuolo di Rinaldo; atteso ch’ il secondo Guglielmo vedendosi spoghato di tutti i fuoi beni, e ridotto à stato privato, risolse finir la sua vita frà Religiosi del Convento di Santa Maria Mater Domini, del quale erano stati benefattori i suoi ascendenti, e vestì l ’habito di quei Monaci dell’Ordine di Santo Basilio. Siegue, che trattiamo di Roberto, il quale come secondogenito del medesimo Rinaldo, non incorse nella disgratia del primo fratello, e rimase possessore di quattro Feodi, cioè del Casale di Vico nel territorio di Palma, e del Casale di Vignole nei territorio di Nola Feodi con Vassalli, & di due altri Feodi senza Vassalli ne’medesimi luoghi, che si crede fossero toccati à lui per portione di secondogenito.

Di questo Roberto troviamo, che sotto l’ Imperador Federico Secondo nell’anno 1239. militasse con armi, e Cavalli; Onde ferisse l’Imperadore al Giustitiere d’Apruzzo, che pagasse à Roberto oncie d’ oro vent’otto, e mezza per paga di due mesi, per lui, per un compagno, e per diece Cavalli che con lui gùerreggiava. Hebbe Roberto p Moglie Maria d’ Aquino, con la quale procreò Filippo, Pasquale, Frà Gregorio Cavalier Gierosolimitano della gran Croce, e Bagliuo della Trinità di Venosa, & Elena Monaca nel Monasterio di Santa Maria di Donna Romita di Napoli.

E prima di continuare la discendenza di Roberto per Filippo primogenito, da cui discende la linea de’priraogeniti di questa Famiglia, heredi de’ Feodi, ci sbrigaremo della discendenza di Pasquale di Palma secondogenito di Roberto. Fù egli un Cavaliere molto Illustre, e spesso impiegato da i Principi in carrichi d‘ horor grande. Fù Signor di Campogattaro, e Monterone in Principato, al cui Giustitiere fù ordinato dal Rè Carlo Secondo ad instanza d’esso Pasquale, che sospendesse l‘ esattione commessaghi per sovventione della Camera Regia da darsi da gli huomini di Campogattaro Vassalli d’esto Pasquule per sollievo di quelli.

Nel 1286. si scrive dallo stesso Rè al medesimo Giustitiere di Principato, che non molesti Pasquale, e la sua Terra sotto pretesto, che non fusse comparso nella Città di Matera, nel tempo prefisso, avanti Roberto Conte d’Artoijs, mentr’