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 1860  373

» L’arresto, precedentemente fattosi al caffè in via Argentina, di alcuni individui trovati possessori dei biglietti d’invito, fece si che non avesse più luogo colà, ma bensì per il Corso, nelle ore pomeridiane.

Infatti, circa le 22, il Corso si riempi in modo straordinario di popolo e specialmente del medio e basso ceto, l’atteggiamento del quale non era il più tranquillo e prudente.

» Questi, non contenti della semplice passeggiata, si fecero ad insultare alcuni gendarmi pontifici che, in gran numero, perlustravano il Corso e tassativamente il tenente Brignole, e quindi il maggiore Sangiorgi, in abito borghese, associato a varii gendarmi. Allora questi, presso il palazzo Bonaccorsi, ordinò ai suoi dipendenti l’arresto di quattro tra i più audaci. Però, il popolo, ammutinatosi, circondò i gendarmi, ne ritolse due, e soltanto, tra gli urli e i fischi, poterono portare al carcere di polizia a Monte Citorio, i fratelli Barbieri, agiati macellai e notissimi liberali, i quali, alla testa della numerosa turba di popolani, avevano rinnovato insulti alla forza pubblica.

» Il popolo, proseguendo nell’agitazione, tenne dietro agli arrestati e chiedeva tumultuariamente la liberazione dei medesimi.

» La turba, ingrossatasi a dismisura a piazza Colonna, si dirigeva verso il casino francese per promuovere forse, sotto la protezione di esso, una dimostrazione sediziosa; ma un picchetto di linea, uscito dal quartiere sottoposto, disciolse militarmente l’assembramento.