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VII.

Dei libri popolari che nono a farsi in Italia.

È confessata universalmente la povertà nostra in fatto di libri popolari1. Dove la grande maggioranza della nazione è senza fior di lettera, ivi non può fiorire questa sorta di letteratura, la quale al par delle merci presuppone la richiesta. Ma ora che la Dio mercè vi ha questa tanta sollecitudine d’istruire il popolo, ancho gli scrittori si volgeranno a trattare argomenti di popolare interesse. Ecco, secondo il nostro avviso, quali libri sarebbero a farsi per la più utile istruzione del popolo. Anzi tutto gioverebbe pensare all’educazione politica di esso; per questo è principalmente necessaria una conoscenza estesa dell’Italia nostra; cioè un libro che presenti in compendio una corografia generale facile ed elementare del bel paese, divisa per regioni, con un cenno sui prodotti naturali ed artificiali

  1. All’ultima Esposizione mondiale l’Inghilterra stava in prima linea. La sua esposizione di libri popolari formava una collezione svariatissima e completa di tutto ciò che può contribuire all’istruzione e all’educazione. E tutto questo era classificato a dovere. Anch’essa la Francia ha esposto un gran numero di giornali, manuali, trattati a buon mercato, ed oltre 400 almanacchi-libri, de’ quali si esitauo oltre ó milioni di esemplari.