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regno ed avrà a ano presidente d’onore il Ministro della pubblica istruzione;

5° Ogni comitato potrà prelevare un vigesimo delle sue entrate per le spese di amministrazione, le quali non potranno essere altre da quelle di cancelleria e di corrispondenza epistolare. Ogni altro uffizio dev’essere gratuito;

6° I Municipii delle città capitali delle regioni offriranno, non vi ha dubbio, un locale sufficiente per le adunanze del comitato e pel magazzino de’ libri;

7° Il sindaco ed il prefetto del capo-luogo dove ha sede il comitato, sieno membri nati del medesimo. Entrambi questi pubblici funzionari possono coadiuvare benissimo l’associazione;

8° I comitati saranno in Italia almeno dodici, e si potranno costituire appena abbiano raggiunto il numero delle sottoscrizioni di cento promotori e di cento comuni. Le loro sedi saranno Firenze, Napoli, Palermo, Torino, Milano, Bologna, Genova, Modena, Cagliari, Venezia, Ancona, Reggio di Calabria o Catanzaro;

9° Il comitato centrale determinerà le provincie che dovranno essere aggregate a questo o a quel comitato. Esso farà conoscerò le sue deliberazioni e quelle de’ comitati, mediante un giornaletto settimanale;

10° Ciascun comitato amministrerà le proprie entrate, spendendo nel fare stampare i libri approvati dal comitato stesso, e che abbiano riportata l’approvazione superiore d’un’Accademia.

In tutte queste disposizioni onde si compone il progetto dell’associazione non feci veruna menzione del Governo. Ma dovrà egli proprio restarne del tutto all’infuori? Io sono tanto lontano dall’attribuire quanto dal vietare l’ingerenza governativa in queste faccende. Anche in questa questione non sono pochi gl’intemperanti, i quali vorreb-