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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/277


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bene; ricordati, te lo dissi: la sera che arrivò, l’ultima volta, egli mi abbracciò, ed io l’indomani mattina lo aspettai, scendendo alla fonte.... Egli venne, e mi guardava.... ma pensava ai denari di Marielène! Gielo dissi, sai: e lui quasi svenne, per l’affronto che gli feci; ti giuro, sì, quasi moriva....

— Per così poco? Bada a te, cuoricino mio. I continentali sanno fingere....

— Egli non sa fingere....

— E perchè hai sposato Predu Maria?

— Se non era lui era un altro! Ricordati; mia madre mi teneva sotto chiave: Bruno s’era fidanzato. Io cantavo come l’uccello in gabbia, ma mi consumavo di umiliazione e di noia. Una sera osai dire a mia madre che sarei fuggita col vecchio; ella mi schiaffeggiò, mi buttò per terra, andò a dire al vecchio che era pronta la querela per lui.... Io avevo sedici anni, Costantina mia, ora ne ho diciotto.... Sì, ne ho diciotto: ma mi pare di averne cento....

— Io ne ho venti, Sebastià! E non mi dispero come tu ti disperi....

— Tu sei libera! Sei libera! — ripetè due volte Sebastiana, col suo grido di allodola. — Tu non hai marito, non hai padre, nè madre, nè fratelli....