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Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/216


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più per paura di sua madre che per paura di suo marito, rispondeva sempre no alle proposte prudenti e segrete che il suo ex padrone continuava a farle. Anche adesso non s’illudeva: lo speculatore favoriva Predu Maria perchè sperava d’intenerirla; ma non le veniva neppure in mente l’idea di dire alla maestra che anche lei, sua madre, con tutta la sua austera morale, non poteva non sospettare la causa delle benevolenze del Perrò. Perchè irritarla inutilmente? Perchè guastarsi il sangue, giusto in quella sera di gioia?

Mentre la maestra continuava la sua lezione, senza muoversi, dritta sul busto, con le mani composte sul grembo, imponente e nera alla luna come un idolo preistorico, Sebastiana s’abbandonava ai suoi sogni e alle sue fantasticherie, senza saper bene quello che voleva, quello che desiderava, pensando al suo fazzoletto nuovo o alle sue scarpe rotte con la stessa gioia e lo stesso dispetto con cui pensava ad un avvenire migliore o alla crescente fortuna di Marielène.

Soddisfatta della sua predica, la maestra finalmente tacque, e dopo qualche momento andò a coricarsi nella sua camera al pian terreno attigua alla cucina. Sebastiana rimase fuori, in attesa del marito. Non aveva